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Bienno
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mwhaBienno ([[Alfabeto fonetico internazionale|IPA]]: {{IPA|['baːri]}}, mwhqBién in dialetto camunocite-ref-4[4]cite-ref-5[5]) è un mwjgcomune italiano di mwjw3 760 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Brescia in mwlqLombardia. Bienno fa parte del club de "mwlgI borghi più belli d'Italia"cite-ref-6[6] creato della Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (mwmwANCI).
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Musei
• Economia
• Turismo
• Film
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Clima
La mwqwtemperatura media annuale è di 6,4 mwra°C,cite-ref-clim-7-1[7] essendo luglio il mese con temperature più alte (20,2mwsq °C)cite-ref-clim-7-2[7] e gennaio il mese con temperature più basse (-8,7mwtg °C).cite-ref-clim-7-3[7]
| [ 7 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| [ 7 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 1,5 | 2,2 | 5,8 | 9,5 | 14,5 | 18,5 | 20,2 | 19,9 | 16,1 | 11,9 | 6,4 | 2,6 | 2,1 | 9,9 | 19,5 | 11,5 | 10,8 |
| T. min. media ( °C ) | −8,7 | −7,8 | −3,4 | 0,0 | 4,5 | 8,9 | 11,0 | 11,0 | 7,9 | 4,1 | −0,9 | −6,1 | −7,5 | 0,4 | 10,3 | 3,7 | 1,7 |
| Precipitazioni ( mm ) | 67 | 70 | 92 | 158 | 197 | 213 | 204 | 199 | 170 | 174 | 177 | 86 | 223 | 447 | 616 | 521 | 1 807 |
Origini del nome
Basandosi sull'attestazione medievale mwagBoenno mwawDante Olivieri fa derivare il toponimo dal prelatino mwbabova ("smottamento"), confinante con Bienno ma in Val Trompia c'è mwbqBovegno che in lingua locale si dice mwbgBöegn quindi non è da escludere un collegamento. Secondo il Gnaga è invece un antroponimo latino: mwbwBiennus. Da segnalare che il termine mwcabiennium in tarda latinità indicava il canale del mulino.cite-ref-8[8]
Storia
I primi insediamenti risalgono all'mweaetà del bronzo. In seguito vi si insediarono i mweqCamuni, lasciando testimonianze in cima al colle del Cerreto, dove si trova la "preda dell'altare", un masso erratico con sopra ritrovate mwegincisioni rupestri.
Grazie alla grande disponibilità di ferro nelle miniere nelle montagne che circondavano l'antico insediamento, Bienno, ma come tutta la Valcamonica erano fondamentali per mwfal'impero romano, il che favorì lo sviluppo della valle.
Intorno al mwfgXI secolo arrivarono in paese i monaci mwfwbenedettini, i quali costruirono il "mwgaVaso Re", canale artificiale in legno che deviava parte delle acque del vicino mwgqtorrente Grigna all'interno del paese. Il canale alimentava le ruote idrauliche delle fucine, dei mulini e delle segherie. In particolare le fucine furono importanti per lo sviluppo del paese. Si stima che nel mwggXVI secolo ci fossero più di 100 magli ad acqua attivi.
La produzione nelle fucine variava: attrezzi agricoli, padelle, secchi da muratore, strumenti per carpenteria. Ma i prodotti principali fino al mwhaXVII secolo furono mwhqarmi bianche e armature. E questo commercio arricchì il paese e favorì la costruzione di opere pubbliche.
Il paese era munito di dieci torri ed un piccolo castello, trasformato in monastero dai benedettini, e uno più grande, che si trovava dove ora c'è la mwjaparrocchia.
Il 25 gennaio mwlq1350 il vescovo di mwlgBrescia investe mwlwiure feudi dei diritti di decima nei territori di Bienno il Comune (mwmavicinia) e gli uomini di Bienno, cosa accaduta già nel mwmq1295, mwmg1336, e in seguito nel mwmw1388, mwna1423 e mwnq1486.cite-ref-celli-104-10-0[10] e confermato anche il 20 agosto mwog1423.cite-ref-celli-201-11-0[11]
Alla mwtgpace di Breno del 31 dicembre mwtw1397 il rappresentante della comunità di Bienno, Bertolino di Martino Lanini, si schierò sulla sponda mwuaghibellina.cite-ref-14[14]
Nel mwxg1799, a seguito dell'abolizione delle mwxwVicinie i vicini di Bienno divisero tra loro i beni comuni. Ciò portò ad una vertenza con lo Stato, che li riteneva beni demaniali. Essa si protrasse per più di un secolo, tanto che nel mwya1901, per fronteggiare un assembramento minaccioso presso l'ufficio comunale, i carabinieri si lasciarono prendere la mano e spararono sulla folla, uccidendo una donna ed un ragazzo. Una soluzione di compromesso venne trovata definitivamente solo nel mwyq1927.cite-ref-referenceb-13-1[13]
Il senatore mw1qAlessandro Fè d'Ostiani fu sindaco dal comune di Bienno dal 1899 al 1905 anno della sua morte.
Il 23 aprile 2016 il comune di mw3qPrestine è stato incorporato nel comune di Bienno con la mw3gLegge Regionale 21 aprile 2016 n.9, pubblicata sul mw3wBollettino Ufficiale della Regione Lombardia n.16, suppl. del 22 aprile 2016. Al referendum del comune di Bienno ha risposto Sì l'86,93% dei votanti con un'affluenza alle urne del 31,71% degli aventi diritto. Ha prevalso il Sì anche a Prestine con il 51,45% e affluenza del 63,25%. Considerando l'insieme dei territori dei comuni oggetto della fusione, in base ai dati del censimento del 2011, il nuovo comune unico ha una popolazione legale (popolazione nota dall'ultimo censimento) di mw4a3 958 abitanti.cite-ref-18[18] Pertanto, dall'aprile 2016 Prestine ha cessato di essere comune ed è divenuto frazione di Biennocite-ref-19[19].
Feudatari locali
Famiglie che hanno ottenuto l'mw6winfeudazione vescovile dell'abitato:
| Famiglia | Stemma | Periodo |
|---|---|---|
| Vicinia di Bienno | | 1350 - ? |
| Ronchi | | 1374 - ? |
Simboli
«Stemma
troncato
di rosso e di nero.»
Lo stemma di Bienno è molto antico e se ne trova testimonianza al centro della trabeazione superiore dell'organo della parrocchiale dei SS. Faustino e Giovita realizzato nel XVII secolo: uno scudo di forma ovale diviso orizzontalmente in due campi di rosso e di nero. Lo stemma si trova spesso disegnato in modo errato con la troncatura orizzontale arcuata, probabilmente per un iniziale tentativo di dare una certa tridimensionalità, ma si tatta di un'evidente corruzione della storica forma della mwaqkbalzana originaria.cite-ref-20[20]
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale riedificata in mwaroforme barocche controriformate su spinta di San Carlo Borromeo nei primissimi anni del Seicento presenta un'unica navata con sei altari laterali. Degni di nota il ciclo pittorico per la maggior parte di mwarsGiovanni Mauro della Rovere, le cancellate in ferro battuto del 1647 e l'mwarworgano seicentesco originalmente eretto da Graziadio IV Antegnati attorno al 1640, ampliato e ricondotto al gusto ottocentesco, pur conservando le parti antiche, dall'organaro bergamasco Giovanni Manzoni nel 1891. Attualmente viene utilizzato largamente anche per apprezzati concerti a causa della sua magnifica intonazione. Nell'abside dell'altare maggiore una pala settecentesca attribuita a mwar0Giovan Battista Pittoni, che rappresenta il martirio dei due Santi titolari. L'edificio dapprincipio attribuito al mwar4Bagnadore, sembra ora doversi ad un progetto del mwar8Lantana, mentre il campanile del 1536 è quello della chiesa preesistente di cui conserva l'orientamento, ruotato di qualche grado rispetto all'edificio attuale.
Piccola chiesa gotica nella parte bassa del centro storico, la chiesa di Santa Maria Annunziata (detta un tempo mwaskSanta Maria degli Orti). Ad una sola navata, contiene affreschi di notevole valore prodotti nel corso del XV e XVI secolo da diversi artisti, fra cui mwasoGiovanni Pietro da Cemmo e, soprattutto, Girolamo di Romano, detto il mwassRomanino. Spiccano, fra gli altri, una danza macabra sulla parete destra prima del presbiterio e numerosissimi ex voto. Interessanti come testimonianza delle tradizioni di fede della mwaswValcamonica sono le immagini di santi affrescata lungo le pareti della navata: tra di esse ben tre sono dedicate a mwas0Simonino di Trento. La pala dell'altare maggiore raffigurante la mwas4Annunciazione è opera del mwas8Fiamminghino (mwata1632) sulla controfacciata straordinario lacerto di affresco sul Compianto di Cristo morto, di sapore fiammingo, opera di un anonimo frescante del XV secolo convenzionalmente denominato "Maestro di Bienno".
Eremo di San Pietro e Paolo
Completamente ricostruito nella seconda metà del XX secolo, aveva origine nel XI, XII secolo quando in Valcamonica arrivarono i Cluniacensi. Nel 1768 viene soppresso dal Gran consiglio di Venezia, con cessione dei beni alla comunità di Valle Camonica.cite-ref-terra-21-0[21]
Chiesetta di San Defendente
Su una collinetta presso l'ingresso nord di Bienno, risale al XV secolo, ricavato probabilmente da una torre di vedetta di cui rimangono solo un muro intatto ed altre frazioni.
mwaueChiesetta di San Pietro in Vincoli (o San Peder Süc)
Chiesa del secolo XVI. La pala d'altare è custodita in municipio. Sorge su di un'antica ara di Bacco (secondo alcuni, da questo deriverebbe il nome San Pietro Succo) di cui si vedono i resti sul retro della costruzione, per altro chiaramente delineata dall'esame stratigrafico del muro sinistro dell'attuale edificio. Una possibile origine del nome sarebbe legata all'assenza di campanile, che farebbe assomigliare la chiesetta ad una capra senza corna (cavra süca).
mwauuColle di Cristo Re
Vi sorge il monumento a Cristo Re, statua dorata risalente al mwauc1929 opera di mwaugTimo Bortolotti. Accanto, la chiesa della Maddalena, con affreschi di mwaukPaolo da Cailina (il vecchio) e statue di mwauoBeniamino Simoni.
Cappella della Piscina.
Risale al XV secolo, rimaneggiata nel XVI con pregiati stucchi bianchi. Due statue gotiche, oggetto di furto e recuperate successivamente, sono conservate presso il palazzo Simoni-Fè.
Architetture civili
• Casa Panteghini, 1483.cite-ref-22[22].
• Casa Bettoni, 1550.
• Palazzo Simoni-Fè mwavsMontholon,cite-ref-23[23] dato nel 1932 dalla Contessa Paolina d'Ostia-Fè Montholon, moglie di Charles Jean Tristan de Montholon, figlio di mwawaCarlo Tristano di Montholon, e fratello di Hélene Charlotte Napoléonne Bonaparte, probabilmente nata dal vincolo della madre Albina con l'mwaweImperatore mwawiNapoleone sull'mwawmisola di Sant'Elena, lasciato in eredità l'usufrutto dei piani inferiori del palazzo a Liberata Fostinelli e Battista Panteghini, e tutti i loro discendenti mwawqad vitam eternam. La famiglia Panteghini ha lasciato l'usufrutto dei piani inferiori al Comune di Bienno, che ha fatto la mwawubiblioteca pubblica e uno centro culturale.
• Scultura mwawcVolo dello Spirito 90 x 15 x 35h, si tratta di un'opera pubblica, in ferro, dipinta a mano firmata degli scultori Almeida & Saraceni
Società
Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore
Gli mwaxescotöm sono nei dialetti camuni dei mwaxisoprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Bienno è mwaxmPadèle (mwaxqpadelle).cite-ref-25[25]
• 29 giugno vigilia mwayisanti Pietro e Paolo. Si mette un mwaymalbume in una bottiglia e si lascia all'aperto fino al mattino successivo; al mattino l'albume assume le fattezze di una barca (mwayqBarca di San Pietro).cite-ref-27[27]
Cultura
Musei
• mwaziMuseo etnografico del ferro, delle arti e tradizioni popolari: in via Artigiani è visitabile la fucina museo, con magli e fornaci tuttora attivati durante le visite.
• Mulino museo
Economia
Industria
La valle dove sorge Bienno è detta anche "valle dei Magli" per la tradizionale lavorazione del ferro battuto tramite magli azionati da ruote ad acqua. Parte dell'acqua del torrente Grigna veniva infatti deviata in un invaso artificiale che percorre tuttora il paese da cima a fondo, muovendo ad ogni salto le ruote delle officine dei fabbri. Erano presenti numerosi mulini e segherie
Ancora oggi le imprese presenti a Bienno lavorano nel settore meccanico-siderurgico.
Turismo
Film
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 10 luglio 1996 | Nicola Pedretti | lista civica | Sindaco | |
| 10 luglio 1996 | 18 novembre 1996 | Bortolina Allioni | lista civica | Vicesindaco f.f. | |
| 18 novembre 1996 | 14 maggio 2001 | Nicola Pedretti | lista civica | Sindaco | |
| 14 maggio 2001 | 16 maggio 2011 | Germano Pini | lista civica | Sindaco | |
| 16 maggio 2011 | 5 ottobre 2021 | Massimo Maugeri | lista civica | Sindaco | |
| 5 ottobre 2021 | 13 giugno 2022 | Antonio Naccari | | Commissario | |
| 13 giugno 2022 | in carica | Ottavio Bettoni | lista civica | Sindaco | |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaa8mwabamwabeBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwabidemo.istat.it, mwabmISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwabcmwabgmwabkClassificazione sismica (mwabomwabsXLS), su mwabwrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwacamwacemwaciTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwacmmwacqPDF), in mwacuciterefmwacyLeggemwacc mwacg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwackAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaco 151. mwacsURL consultato il 25 aprile 2012 mwacw(archiviato dall'mwac0url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwadeLino Ertani, mwadiDizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p.mwadm 166.
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Bibliografia
• mwaroGaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.
• mwar0AAVV, da Graziadio iv Antegnati 1640 a Giovanni Manzoni 1891, Quetti, -organodibienno@gmail.com-, 2021.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.bienno.bs.it.
• citerefsapere-itBiènno, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliBienno, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwaswFotografie storiche - Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2022).
• mwas4Bienno, l'antico borgo dei magli, su bienno.info.
• mwataBienno nel club de "I Borghi più Belli d'Italia", su borghitalia.it. URL consultato l'8 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2007).